Condividere i Doni

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Dialogo Tratto dal Film Lucy di Luc Besson:Lucy: Non provo dolore, paura, desiderio. È come se tutto quello che ci rende umani stesse svanendo. È come se meno umana mi sento più questo grande sapere su ogni cosa…fisica quantistica, matematica applicata, le potenzialità del nucleo di una cellula…tutto esplodesse all’interno del mio cervello, tutta questa conoscenza…non so che cosa farne…..

Samuel Norman: Se sta chiedendo a me che cosa farne, io…ecco…Se pensa all’essenza della vita, voglio dire, dall’inizio dei prim’ordini allo sviluppo della prima cellula che si è divisa in due cellule, l’unico scopo della vita è stato tramandare quello che è stato appreso. Non c’è mai stato scopo più elevato. Perciò se mi chiede cosa deve fare con tutto questo sapere che sta accumulando, io direi di tramandarlo così come ogni semplice cellula ha sempre fatto nel tempo.



Sharing Economy- BikeSharing- CarSharing-PoolSharing-Home Sharing-CashSharing-GodSharing……insomma CONDIVIDERE

Una delle parole più usate di oggi è Sharing. Condivisione.

Ma che cosa condividiamo?

Che cosa ci spinge a condividere e quindi a donare? E a contraccambiare il dono? Che spazio può avere, un gesto almeno all’apparenza disinteressato, però capace di creare relazioni durature?

Quale azione quotidiana facciamo per condividere o donare qualcosa?

La macchina con bla bla car, il divano con couch surfing, la casa con airbnb, le ricette della nonna, i pensieri sui social network, le immagini private, le nostre prestazioni sessuali su youporn, le canzoni registrate in casa su youtube, le informazioni su wikipedia, i programmi hackerati, i film, la musica, ma in realtà che cosa stiamo condividendo?

Quali pezzi della nostra anima vanno a dialogare con l’altro da se?

Ci viene in aiuto il dizionario:

Condividere =con e dividere, dal latino: dis separazione e videre vedere. Vedere separato.

E se guardiamo la parola Donare: ciò che si dà altrui volontariamente, senza esigerne prezzo o ricompensa, restituzione.

Quindi se incominciamo a donare forse arriviamo al nocciolo della questione.

Che cosa doniamo in questo momento agli altri ?

Tempo, interessi, energia, soldi, passione, ascolto, diaologo, lavoro, conoscenza, consapevolezza.

Quali sono le nostre reali intenzioni dietro ad un gesto di condivisione?

I doni nella nostra cultura vengono fatti per Natale, compleanni o altre occasioni ben definite, non è considerato normale fare un regalo senza un motivo specifico: il dono è un’eccezione, dove la regola è tenere per sé le proprie cose e ottenerne altre tramite l’acquisto o lo scambio.

C’è un bellissimo saggio di antropologia che ho letto anni fa di Marcel Mauss che parla di alcune tribù indigene presso cui il dono costituisce uno degli elementi fondanti.

Il dono non è mai gratuito ma non è neppure uno scambio a fine di lucro, è una specie di ibrido poiché chi dona si attende un “controdono”.

Infatti lo scambio si basa su tre principi:

DARE-RICEVERE (l’oggetto deve essere accettato)-RICAMBIARE

Il valore del dono sta nell’assenza di garanzie per il donatore, un’assenza che presuppone una grande fiducia negli altri”

Mi sono immaginato una società fondata sul dono, sul benessere e sul cervello del cuore, dove guerrieri metropolitani indirizzano le loro energie a migliorare i luoghi e le persone, acquisendo maggior consapevolezza e presenza, divertendosi ad innalzare il potenziale umano e a lavorare quotidianamente per questo grande obiettivo collettivo- il risveglio.

 

 

mar 3, 2015 | Posted by in blog | 0 comments

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